Salice Salentino DOC - I nostri vini

Salice Salentino DOC

Il Salento è una terra molto amata per i suoi paesaggi, ma anche per i sapori tipici. In questa zona della Puglia, infatti, troviamo alcune tra le eccellenze gastronomiche italiane. Parliamo soprattutto di alcuni tra i vini più importanti, come il celebre Salice Salentino DOC.

Storia e curiosità

La storia del Salice Salentino è indissolubilmente intrecciata con la cultura del posto. Il suo nome deriva dall’omonima cittadina in provincia di Lecce, che rappresenta ancora oggi il principale luogo di produzione di questo vino.

Le prime tracce del Salice Salentino risalgono agli inizi del Novecento, precisamente negli Anni ’30, quando gli agricoltori locali iniziarono a sperimentare nuovi connubi tra i vitigni a loro disposizione. Fu proprio dall’unione tra l’uva delle varietà Negroamaro e Malvasia nera, che ebbe origine il primo Salice Salentino rosso, seguito immediatamente da quello rosato.

La scelta di questi due vitigni non è causale. Anticamente, infatti, gli agricoltori preferivano organizzare i vigneti, posizionando tre file di Neogroamaro e una di Malvasia nera. Esattamente in questa misura, i vini realizzati potevano vantare la durezza del Negroamaro, ammorbidita al tempo stesso dalla dolcezza della Malvasia nera.

Nel corso degli anni, grazie alle instancabili sperimentazioni da parte dei produttori locali, vennero realizzate anche altre varietà di Salice Salentino, che ad oggi includono in tutto il Salice Salentino Rosso, Rosato, Bianco, Negroamaro, Negroamaro rosato, Pinot bianco, Fiano, Chardonnay ed Aleatico.

L’importanza di tutti questi vini è cresciuta sempre di più con il passare del tempo, tanto che nel 1976 è stata istituita la Denominazione di Origine Controllata per il Salice Salentino.

Produzione e disciplinare

Il Salice Salentino viene realizzato da molti anni seguendo i criteri espressi dal disciplinare di produzione. Tutte la fasi di lavorazione, a partire dalla coltivazione della materia prima, per arrivare al prodotto finito, devono avvenire necessariamente all’interno di un’area ben selezionata.

Appartengono al territorio i comuni di Salice Salentino, Veglie e Guagnano, nella provincia di Lecce, e San Pancrazio Salentino e Sandonaci per la provincia di Brindisi, includendo anche in parte il comune leccese di Cellino San Marco e quello brindisino di Campi Salentina.

Ognuna delle varietà di Salice Salentino si differenzia essenzialmente per i vitigni utilizzati.

In particolare, per il Salice Salentino Rosso e Rosato è richiesta la presenza di uva di varietà Negroamaro per una percentuale pari ad almeno il 75%, che sale al 90% per le tipologie Salice Salentino Negroamaro e Negroamaro Rosato. In aggiunta, si possono scegliere i prodotti dei vitigni a bacca nera locali, come la celebre Malvasia nera di Lecce o di Brindisi.

Per il Salice Salentino Aleatico, invece, è richiesta la presenza di uva di varietà Aleatico per almeno l’85%, in associazione con Negroamaro, Malvasia nera o Primitivo locale.

Il Salice Salentino Bianco contiene una percentuale del 70% di uva Chardonnay, se non presenta ulteriori denominazioni. Infine, nel caso delle altre tipologie di Salice Salentino Bianco – Chardonnay, Fiano e Pinot Bianco – è necessario che i corrispettivi vitigni predominino in misura dell’85%.

Il Salice Salentino viene commercializzato anche in altre versioni. Ad esempio, le tipologie Bianco, Rosato, Neogroamaro Rosato, Pinot Bianco, Fiano e Chardonnay, vengono realizzate anche nella varietà Spumante, ottenuta mediante rifermentazione totalmente naturale, senza l’aggiunta di anidride carbonica. Inoltre, possiamo trovare in commercio anche le versioni Riserva del Salice Salentino Rosso, Negroamaro ed Aleatico, invecchiate per non meno di 24 mesi, di cui almeno 6 in botti di legno.

Il Salice Salentino Aleatico, invece, può essere realizzato anche nelle varianti Dolce e Liquoroso. Una volta prodotto, il vino viene imbottigliato all’interno di bottiglie di vetro di capacità variabile e con tappi di diverso tipo, in base alla tipologia del prodotto.

Le qualità più comuni, prive della menzione Riserva o Spumante, incluso l’Aleatico semplice, possono eventualmente essere imbottigliate all’interno di contenitori alternativi, della tipologia “bag in box”.

Gusto e caratteristiche

Il Salice Salentino è apprezzato in tutto il mondo per le sue eccellenti qualità. Le caratteristiche organolettiche variano in base al vitigno di provenienza e ai metodi di produzione. Il colore è generalmente rosato, rosso rubino o granato nei vini prodotti da vitigni a bacca rossa, acquisendo sfumature sempre più intense con il passare dei mesi, per arrivare al rosso mattone delle varietà Riserva. Per le varietà a bacca bianca, invece, è tendenzialmente giallo paglierino, tendente al verdognolo nel tipo Bianco e Fiano.

Alla degustazione, possiamo percepire un gran numero di sfumature sensoriali, legate principalmente al tipo di uva utilizzata. In ogni caso, a parte alcune eccezioni, si tratta sempre di prodotti classificabili all’interno della categoria dei vini secchi.

I vini prodotti dai vitigni a bacca rossa si distinguono soprattutto per il sapore pieno, caldo e robusto, che assume un sentore fruttato di rosa e ciliegia nel Salice Salentino Rosato. Nella variante Aleatico Dolce e Liquoroso Dolce, a predominare è soprattutto la dolcezza e la corposità del prodotto, che raggiunge gradazioni alcoliche più elevate.

Per quanto riguarda invece i vini realizzati da varietà a bacca bianca, il sapore è particolarmente gradevole, fresco, armonico e delicatamente fruttato. Inoltre, le tipologie di Salice Salentino più invecchiate, come il Rosso Riserva e il Rosso Riserva Negroamaro, lasciano un piacevole sentore di frutta matura, che si mescola con delle lievi note speziate.

Gli spumanti realizzati dal vino classico, infine, si distingue chiaramente il sapore conferito dalla rifermentazione, percepibile attraverso le note di lievito.

Abbinamenti consigliati

Possiamo affermare che esiste una tipologia di Salice Salentino per ogni piatto, palato o momento della giornata. Orientarsi attraverso la vasta produzione enologica può sembrare difficile a prima vista, ma in realtà basta seguire i consigli giusti.

Il Salice Salentino ottenuto da vitigni a bacca rossa è ottimo soprattutto per le pietanze a base di carne, formaggi stagionati e per le ricette abbastanza strutturate. Ad esempio, possiamo sceglierlo per il momento dell’aperitivo o per degli antipasti a base di formaggi duri di pecora, come il Pecorino Sardo DOP o il Pecorino Romano DOP. Eccellente anche l’abbinamento con la carne rossa, soprattutto se cotta alla brace o arricchita con ingredienti piuttosto forti.

In particolare, la Puglia è nota per la produzione della carne di cavallo, che viene spesso utilizzata per realizzare spezzatini o “brasciole”, involtini arricchiti con aglio, prezzemolo, pepe e formaggio di pecora, entrambi cotti in abbondante sugo di pomodoro.

Il Salice Salentino Rosato rappresenta una via di mezzo tra la corposità del Rosso e la freschezza del Bianco. È particolarmente indicato per accompagnare alimenti dal sapore meno intenso, come le carni bianche, gli insaccati, i formaggi più delicati e le minestre. Provatelo con i salumi che più vi piacciono, scegliendo ad esempio tra i prodotti emiliani, come la Coppa Piacentina DOP, la Coppa di Parma IGP o con del Prosciutto di Parma DOP, ma anche con alcuni insaccati tipici dell’Italia meridionale, come la Salsiccia di Calabria DOP. Il Salice Salentino Rosato è ottimo anche da servire con dei piatti a base di pollo, maiale o agnello, ma anche con delle gustose frittate, ad esempio a base di Cipolla Rossa di Tropea DOP.

Il Salice Salentino Bianco, invece, grazie alle sfumature fresche e profumate, può essere abbinato soprattutto alle pietanze più delicate a base di pesce o verdure. Scegliamolo, ad esempio, per accompagnare salmone e pesce spada, ma anche un buon risotto ai frutti di mare. Ottimo anche l’abbinamento con le verdure grigliate oppure con una buona caprese a base di mozzarella, Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, qualche foglia di Basilico Genovese DOP ed un filo di olio extravergine d’oliva Terra di Bari DOP.