Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP - Le nostre specialità

Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP

Il Miele delle Dolomiti Bellunesi ha assunto un ruolo di grande importanza nella gastronomia italiana, grazie alla sapienza degli apicoltori locali, che da sempre riescono a dare origine ad un prodotto di qualità eccellente, che sprigiona tutti i sapori dei fiori d’alta montagna ad ogni assaggio.

Storia e curiosità

Non esiste alimento di origine animale con una produzione così antica, ma soprattutto così naturale. La sapiente abilità delle api nel realizzare il miele è stata sfruttata dall’uomo sin da tempi molti antichi. La parola “miele”, infatti, potrebbe derivare dal termine ittita “melit”, che indica proprio la dolcezza di questo prodotto.

Il miele viene citato anche in relazione agli antichi Egizi, che posizionavano dei grandi recipienti colmi di miele accanto ai defunti, per agevolare il viaggio verso l’Aldilà. Un aspetto molto curioso di questa usanza riguarda il ritrovamento di una tomba risalente ad oltre tremila anni fa, all’interno della quale era stato posizionato un vaso pieno di miele, ancora perfettamente commestibile.

Molte altre popolazioni hanno continuato a sfruttare le proprietà dolcificanti e salutari del miele nel corso dei secoli, tra cui gli Antichi Greci, per i quali rappresentava il “cibo degli dei”, i Cretesi, le civiltà Medievali, giungendo sino ad oggi.

Per quanto riguarda, nello specifico, il Miele delle Dolomiti Bellunesi, le prime fonti accertate sulla sua produzione risalgono al Cinquecento, nonostante sembra chiaro che quest’area fosse da sempre una ricca fonte di ottimo miele. In uno scritto del 1712, in particolare, vengono menzionate per la prima volta le diverse varietà di miele prodotto nella zona di Belluno: “di fiore d’alta alpe”, “di brugo” e “dè bosco misto”.

L’importanza del Miele delle Dolomiti Bellunesi è riuscita ad espandersi sempre di più nel corso degli anni, tanto che nel 1980 venne creato il primo, originario marchio, che prendeva il nome di “Apidolomiti”, adottando la versione attuale solo nel 2010, in seguito al riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.

Produzione e Disciplinare

Quello che rende davvero speciale questo miele è soprattutto un insieme di caratteristiche legate al territorio di produzione. Non è un caso, infatti, che questo prodotto abbia ottenuto il massimo riconoscimento a livello europeo, che attesta l’importanza del contesto geografico nella sua realizzazione.

La provincia di Belluno è completamente circondata da splendide montagne, che garantiscono aria pura ed una vegetazione incontaminata, elementi chiave anche per la fauna locale. Le api che vivono in questa zona, infatti, hanno delle caratteristiche particolari, che garantiscono una resa più elevata ed una migliore qualità del prodotto.

A differenza di molte altre categorie alimentari, il merito principale nella produzione del miele è da attribuire soprattutto all’abilità delle api che lo realizzano con pazienza. Tuttavia, anche la mano dell’uomo deve essere in grado di curare e guidare tutti gli aspetti che conducono al prodotto finito. Nel caso del Miele delle Dolomiti Bellunesi, questi passaggi sono regolamentati da uno specifico Disciplinare di Produzione.

Il primo elemento da prendere in considerazione è che il nettare dal quale verrà ricavato il miele deve provenire esclusivamente da fiori del territorio montano bellunese. A seconda del tipo di fiore utilizzato, cambierà anche la denominazione del prodotto, per cui potremo trovare sei varietà di Miele delle Dolomiti Bellunesi, tutti con caratteristiche peculiari: Millefiori, Acacia, Tiglio, Castagno, Rododendro e Tarassaco.

Le api, appartenenti ad una ben precisa specie di Apis Mellifera locale, raccolgono il nettare presente sui fiori. Una volta raggiunto l’alveare, lo rigurgitano, lasciandolo a disposizione delle api operaie. Queste provvedono sin da subito a digerirlo, rivestendo le pareti dell’alveare con il composto ottenuto. Dopo diversi giorni, il nettare modificato può trasformarsi in miele.

Questo è quello che accade in natura. Gli apicoltori, invece, si preoccupano di ricreare la tipica situazione di un alveare all’interno delle arnie. Una volta che le api hanno ultimato la produzione del miele, questo può essere raccolto, analizzato e messo in vendita.

Solo il miele prodotto al di sopra dei 600 metri di altitudine può avvalersi della definizione aggiuntiva “Prodotto della Montagna”.

Gusto e caratteristiche

Il Miele delle Dolomiti Bellunesi possiede delle qualità davvero uniche, tanto da aver contribuito al riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta. Ogni barattolo contiene un prodotto scrupolosamente controllato e certificato, per cui possiamo parlare a tutti gli effetti di un miele buono e genuino.

Le caratteristiche specifiche dipendono dalla varietà di miele, e più precisamente del tipo di fiore da cui è stato ottenuto il nettare.

Il Miele delle Dolomiti Bellunesi di Millefiori ha un colore piuttosto chiaro, dal giallo chiaro fino all’ambrato, ed un sapore dolce, morbido e in alcuni casi leggermente amarognolo. La sua caratteristica principale è che, se lasciato a riposare a lungo, tende a solidificarsi in fini cristalli, che non alterano in nessun modo la qualità del prodotto.

Il miele di Acacia, invece, è decisamente più chiaro, con un sapore delicato, molto dolce ed una consistenza piuttosto liquida, che raramente forma dei cristalli.

Il miele di Tiglio si riconosce soprattutto per l’odore, che è molto più aromatico rispetto alle altre varietà e tende quasi al balsamico. Il gusto è dolce, con un retrogusto quasi impercettibilmente amarognolo. Il colore può assumere delle sfumature verdognole o brunastre.

Il miele di Castagno ha un colore abbastanza scuro, mentre il sapore non è dolce come quello delle altre varietà, ma si percepisce una sensazione amarognola piuttosto forte.

Il miele di Rododendro è una vera specialità, grazie al sapore dolce e delicate, l’odore fruttato, simile a quello dei frutti di bosco, ed il colore che può addirittura sembrare trasparente.

Il miele di Tarassaco, infine, si presenta con un sapore non troppo dolce, accompagnato da note leggermente amarognole e acidule.

Abbinamenti consigliati

Il miele è un prodotto davvero unico, in grado di soddisfare persino i palati più capricciosi. La presenza di più varietà, infatti, consente di apprezzarne ogni singola sfumatura, per cui troviamo un prodotto molto dolce per i più golosi o uno tendente all’amarognolo per chi apprezza i sapori più decisi.

Il primo, semplice utilizzo del miele è sicuramente quello di dolcificante. Molti nutrizionisti consigliano di ricorrere al miele, piuttosto che allo zucchero o ai dolcificanti artificiali. L’elevato contenuto di glucosio, infatti, consente di utilizzarne una minima quantità rispetto al comune zucchero da tavola, evitando i prodotti chimici, che spesso fanno anche male alla salute.

Mescolato in una tazza di tè, spalmato su una fetta di pane oppure incorporato come ingrediente nelle ricette dolci, il miele si dimostra sempre un valido sostituto dello zucchero comune.

In realtà il miele non va usato solo per realizzare biscotti, torte e ciambelle, anzi. Potete abbinarlo, per esempio, con dei gustosi formaggi, giocando molto con i contrasti. Per spiegarci meglio, è indicato accompagnare un formaggio forte e pungente con un miele più delicato, mentre i formaggi meno saporiti possono tollerare un miele più intenso.

Siete amanti del Pecorino Sardo o del Pecorino Romano DOP? Il prodotto più indicato è senza dubbio il Miele delle Dolomiti Bellunesi di Acacia, chiaro, dolce e delicato, così come per la gustosa Robiola di Roccaverano DOP, soprattutto nella versione secca.

Al contrario, la sapidità non eccessiva del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano DOP, nelle varianti meno stagionate, sono a dir poco perfette con un prodotto con grande personalità, come il Miele delle Dolomiti Bellunesi di Tiglio, grazie al sentore quasi mentolato.

Per un’ottima ricetta a base di salumi, invece, possiamo scegliere un prosciutto crudo dal sapore dolce e delicato, come il Prosciutto di San Daniele DOP, adagiato su una fetta di Pane di Altamura DOP, sulla quale avremo precedentemente spalmato del Miele delle Dolomiti Bellunesi di Castagno DOP.

Il miele di Rododendro, infine, è l’ideale per accompagnare un gustoso piatto di pasta al pomodoro piccante.

Per quanto riguarda gli abbinamenti enologici, il miele viene associato al vino sin dai tempi dell’Antica Roma, quando si realizzava abitualmente il celebre “mulsum”, una bevanda a base di mosto d’uva e miele, servita prima di dare inizio al pasto.