11 Maggio 2015

Nasce la Consulta del Vino, insieme di associazioni per promuovere la cultura di questa bevanda - Le ultime news

Nasce la Consulta del Vino, insieme di associazioni per promuovere la cultura di questa bevanda

Noi italiani siamo un popolo strano. Abbiamo, nel nostro paese, delle vere e proprie perle e continuiamo ad acquistare prodotti esteri, e questo è vero più che in altri campi nell'ambito alimentare.

Una delle eccellenze del nostro paese è il vino, che rappresenta il fiore all'occhiello di molte aziende agricole e che spesso viene venduto direttamente all'estero perché poco apprezzato nel suo stesso paese di produzione. Le cause possono essere tante, una tra tutte la crisi economica che porta i cittadini a non potersi permettere prodotti di qualità superiore, ma una delle tante cause potrebbe essere anche la mancanza di cultura di questa bevanda.

I giovani, di solito, non bevono vino ma alcolici di altro tipo e solitamente di provenienza straniera, e questo nei decenni successivi, quando saranno diventati adulti, si ripercuote in negativo sull'intero mercato, quando non acquisteranno, o lo faranno pochissimo, il vino.

Per questo il 17 Aprile scorso è nata la Consulta del Vino, associazione composta da tante associazioni che hanno a che fare con la bevanda; le associazioni, nel singolo, perseguono scopi diversi come il rappresentare gli agricoltiori, o il favorire la qualità del cibo, o ancora il favorire le esportazioni, ma in questo caso si sono unite in un obiettivo comune che è quello di promuovere la cultura del vino a partire proprio dal nostro Paese.

Trattandosi di un'associazione appena nata, ancora dovranno essere decise le modalità con cui questo percorso verrà intrapreso, ma la direzione è quella di diffondere la cultura nelle scuole e tra i ragazzi giovani, spiegando l'indissolubile legame tra il vino e il territorio. Mentre nei posti in cui si vende del cibo come i ristoranti o i negozi alimentari si favorirebbe l'abbinamento tra il vino e le materie prime di qualità.

Tutto questo nell'ottica di promuovere una visione del vino diversa da quella che si è andata imponendo in questi anni di "bevanda da persone di una certa età" o di "bevanda da ricchi", per far apprezzare anche agli stessi italiani uno dei prodotti di maggior qualità nel nostro paese.